Tutti schiavi in Portogallo

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Da qualche anno, Marta vive a Lisbona. Partita con un sogno da realizzare, si è ritrovata a lavorare in un call center, lavoro che non ama particolarmente, ma che le permette di guadagnare il necessario per vivere dignitosamente nella capitale lusitana. Tanti sono i dubbi che si affollano nella sua testa: si sente a casa in Portogallo? Perché ha accettato un lavoro che avrebbe potuto fare anche in Italia? È quello il posto ideale per realizzare il suo sogno?
Una serie di storie e di eventi la tengono legata quasi indissolubilmente a Lisbona. Tra pulsioni istintive e inevitabili sbagli, Marta rincorrerà la risposta alla sua fondamentale domanda: cosa l’ha portata realmente a Lisbona?

Categoria:

Biografia

Andrea D’Angelo nasce a Napoli nel 1988. È autore di racconti come “Realia” e “Lucifero Vocifero”, pubblicati online da Orientexpress nel 2014, e del romanzo breve “L’inafferrabile estetica delle scelte azzardate”, pubblicato nel 2015 da Erga Edizioni. Dal 2015 cura il blog “Penelope a pretesto”, che definisce come “un posto fatto di racconti da usare come espedienti”. Ama i viaggi dai ritmi lenti e dagli alberghi confortevoli, la letteratura che indaga gli aspetti agrodolci dell’esistenza e tutti i piaceri della vita. Dal 2009 ha vissuto tra Italia, Germania e Portogallo. È ancora vivo, al momento, a Lisbona.

Informazioni aggiuntive

ISBN

9788899820176

Collana

Viola e Rosmarino

Genere

Romanzo

Anno di pubblicazione

2018

Progetto grafico copertina

Diego Civino

2 recensioni per Tutti schiavi in Portogallo

  1. 5 di 5

    (proprietario verificato):

    Libro stupendo; l’avevo iniziato a seguire durante la pubblicazione a puntate e appena uscito l’ho finito tutto d’un fiato. Marta è un personaggio particolare, come Lisbona, dove si trova. L’autore ti porta lentamente (come un vero portoghese) a riflettere su una città che sta cambiando e sulla condizione comune che molti giovani si ritrovano a vivere, dalle incertezze ai pregiudizi.

  2. 5 di 5

    :

    ‘Tutti schiavi in Portogallo’: un vortice di emozioni, una lunga immersione nel mare di un io tormentato. Tutta in apnea, senza contatto con l’aria che ci dà vita.
    Un racconto di un’introspettività disarmante in cui il susseguirsi degli eventi sta in secondo piano, sullo sfondo.
    Leggiamo dello scoprirsi di Marta, dei suoi interrogativi, del suo stupore e delle sue frustrazioni. I luoghi in cui agisce e le persone che incontra sono tasselli della sua persona, sono un riflesso esterno di un io trascurato e non consapevole.
    Inizialmente schiava del Portogallo, cioè di scelte istintive e non propriamente meditate, raggiungerà un grado maggiore di consapevolezza, chiave necessaria per liberarsi delle manette che la costringevano all’inettitudine.

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